Nocciolo

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Nocciolo, Corylus avellana

Fam. Corylaceae

Diffusione: Originario delle regioni asiatiche occidentali e dell’europa, diffuso dalla pianura fino a 1300m.

Dimensione e Portamento: Generalmente non supera i 5-6m. Portamento arbustivo, chioma fitta, ampia e irregolare con diametro massimo di 4m. Elevata capacità pollonifera.

Tronco e Corteccia: Ramificata fin dalla base, rami ad andamento eretto, corteccia lucida e di colore brunastro tendente al grigio. Presenza di numerose lenticelle, inizialmente di piccole dimensioni, che tendono successivamente a espandersi diametralmente. Solo alla base nei rami più vecchi la corteccia tende a fendersi, altrimenti liscia e omogenea.

Foglie, Gemme e Rametti: Foglie caduche, semplici, bifacciali, brevemente picciolate ad inserzione alterna. Rametti di colore verde-grigiastro, regolari e pubescenti. Lamina fogliare espansa 2/3 della lunghezza (8-12cm); apice acuminato, mentre base tronca o cordata. Nervatura penninervia, molto marcata, ramificata. Margine doppiamente seghettato, pagina inferiore più chiara della superiore e coperta da una fine peluria. Gemme di forma ovoidale con apice schiacciato, disposizione alterna e protetta da spesse perule.

Strutture riproduttive: Monoica con infiorescenze unisessuali. Amenti maschili visibili sin dal periodo invernale, pendenti e raggruppati in numero varabile da 2 a 4, inizialmente verde-rossastri e lunghi 4-6cm. Fioritura a fine inverno, prima della fogliazione, gli amenti maschili assumono colorazione giallo dorato allungandosi oltre 10cm. Infiorescenza femminile, somiglia ad una gemma, e presenta un ciuffetto rossastro all’apice. Polline si affida al vento per disperdersi (dispersione anemofila) a fine inverno-primavera, fecondazione successiva alla completa formazione dell’ovario. Frutto, nucula o noce di 2-3cm di diametro avvolta da 2 bratee tomentose con margini frastagliati; maturazione a fine estate (a seconda dell’altitudine).

Caratteristiche: Pianta rustica non molto longeva, pioniera. Per favorire la produzione del frutto il substrato deve essere calcareo, neutro o alcalino, profondo e con discreta fertilità. Formazione del sottobosco e boschi misti di latifoglie (anche cedui), (si associa bene con il Frassino). Coltivato per la produzione del frutto (corileto o nocchieti); legno chiaro e non di buona qualità usato per paleria.

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